mercoledì 15 dicembre 2010

Dettagli di strada.

Per la strada c'è gente,ci sono negozi,luci,macchine.
Un uomo si accende un sigaro inebriando il marciapiede,è grasso e cammina lentamente.
Una bambina gli passa accanto e arriccia il naso,accompagnata dalla madre che gli lancia uno sguardo accusatore;un ragazzo con le cuffie è cosi preso dalla sua musica che non sente neanche l'odore;una donna con una ventiquattr'ore è cosi presa da tutte le pratiche che deve consegnare che,non solo non sente il sigaro,ma gli va anche a sbattere contro. Gli chiede scusa senza neanche guardarlo in faccia e procede per la sua strada dimenticandosi l'episodio. L'uomo del sigaro invece,ci pensa per i suoi prossimi cinque minuti lamentandosi tra sè e sè su come siano strafottenti alcune persone. Lo fa anche ad alta voce ma nessuno gli dà corda e lui non ci fa neanche caso,infatti dopo poco smette e continua a fumare il suo sigaro.
Quella è l'unica cosa che fa,oltre a camminare per la sua direzione.
Non sappiamo se abbia una meta o no,probabilmente si,ma questo non lo induce a pensarci sù.
La bambina dopo aver arricciato il naso in segno di disappunto per quel maleodore,ritorna nel suo mondo stupita da tutte quelle lucette a forma di fiocchi di neve,guarda i negozi con desiderio e fantastica sui regali che chiederà a Babbo Natale.Vorrebbe fermarsi e prendere tutto ma la mamma continua a tirarla per il braccio,preoccupata dal fatto che forse anche quel giorno,sua figlia arriverà in ritardo a scuola.
Anche lei ha già dimenticato l'uomo con il sigaro a cui ha lanciato lo sguardo accusatore per aver fatto arricciare il naso a sua figlia,ma anche per il semplice fatto che fumasse il sigaro.
Eppure,l'uomo avrebbe potuto notare quello sguardo e farne oggetto dei suoi pensieri,magari rimanendoci anche male e lei,non lo avrebbe mai saputo. Forse,se prima di lanciare quello sguardo avesse pensato a una tale ipotesi,non lo avrebbe fatto.
Ma questo non è successo.
L'uomo pensava solo alla sua azione di fumare il sigaro.
La donna le aveva lanciato lo sguardo rimuovendolo l'attimo dopo e l'uomo non l'aveva neanche notato.
Il ragazzo con le cuffie non aveva visto l'uomo del sigaro perchè era troppo impegnato a cercare di capire la base di una canzone che,secondo lui,era uguale a un'altra già sentita in precedenza.
Avrebbe potuto comunque sentire l'odore del sigaro,ma non è stato così.
Forse,non è sensibile agli odori,forse è raffreddato,o forse era semplicemente distratto e all'isolato dopo,nonostante fosse ancora preso dalla sua muisca,era passato davanti ad una signora che aveva un profumo forte e l'aveva notato, o davanti ad un bar che sfornava cornetti che gli aveva fatto venire fame; o forse ad un uomo che fumava la pipa.
Tutto può essere.
Ma,ad ogni modo,neanche l'uomo del sigaro aveva visto il ragazzo dalle grandi cuffie. Magari, come spesso succede, avrebbe potuto fare un commento o una riflessione su quanto la tecnologia sia avanzata,o siccome il volume era molto alto,avrebbe potuto sentire la musica e criticare il fatto che certi oggetti fanno perdere l'udito.
Ma così non è stato.
Una ragazza,seduta sulla panchina,nota la scena e la trascrive. Magari,avrebbe potuto vedere qualcosa di più interessante,o magari tutte le sue ipotesi sono sbagliate e in realtà non ha guardato bene,l'uomo fumava solo una sigaretta.
Tutto può essere.
Si è sempre troppo distratti. Anche se, non bisogna farsene una colpa. Anche chi crede di notare i dettagli è, in realtà, distratto e preso da cose futili come una foglia che cade da un albero.
Ma chi ha detto che sia una cosa futile?

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